Il Cristo di Lecco: Un Altro Segno
The Christ of Lecco: A Different Mark
《莱科的基督:另一种符号》

Un’assenza che interroga
An Absence That Questions
一种引人追问的缺席

Il disegno a sanguigna noto come Cristo di Lecco presenta caratteristiche grafiche, morfologiche e stilistiche che non trovano corrispondenza nei principali allievi o seguaci noti della bottega di Leonardo. Di fronte a questo volto sospeso, costruito con un tratto evanescente e uno sfumato strutturale, si impone una domanda critica: chi non lo ha disegnato?
La risposta è sorprendentemente netta. Il confronto con le opere grafiche o pittoriche di Francesco Melzi, Salaì, Boltraffio, Luini, Cesare da Sesto, Andrea Solario, Giampietrino, Giovanni Agostino da Lodi, Francesco Napoletano, Marco d’Oggiono, Martino Piazza, Bernardino Lanino e Ambrogio de Predis, mette in luce profonde divergenze stilistiche e metodologiche.
Melzi trasmette, ma non cerca. Salaì decora, ma non indaga. Boltraffio idealizza, ma non scompone. Luini rifinisce, ma non interroga. Gli altri – ciascuno a proprio modo – ripetono un modello, lo chiudono in una forma conclusa. Nessuno mostra nel segno quella tensione conoscitiva, quella lentezza mentale, quella costruzione “per omissione” che anima il Cristo di Lecco.
Persino sul piano tecnico emerge una distanza: la grafia mancina – elemento distintivo – avvicina il disegno a Leonardo stesso più che a chiunque tra i suoi discepoli.
Il Cristo di Lecco è dunque “un altro segno”: un segno che non appartiene alla scuola, ma che la mette alla prova. La sua forza non risiede nell’attribuzione, ma nell’assenza. Un’assenza che interroga, costringe a ripensare il concetto stesso di autorialità, e ci restituisce – forse – la traccia di un pensiero grafico ancora vivo.
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The red chalk drawing known as the Christ of Lecco displays graphic and stylistic qualities that do not align with any of the principal pupils or followers of Leonardo da Vinci. Faced with this suspended, elusive face—drawn with a vanishing line and deeply structural sfumato—we are compelled to ask a critical question: Who did not draw it?
The answer is surprisingly clear. When compared with the graphic or pictorial works of Francesco Melzi, Salaì, Boltraffio, Luini, Cesare da Sesto, Andrea Solario, Giampietrino, Giovanni Agostino da Lodi, Francesco Napoletano, Marco d’Oggiono, Martino Piazza, Bernardino Lanino, or Ambrogio de Predis, the drawing reveals profound stylistic and methodological divergences.
Melzi transmits, but does not search. Salaì embellishes, but does not inquire. Boltraffio idealizes, but does not dismantle. Luini perfects, but does not question. Each of these artists, in their own way, replicates a model and concludes it. None of them carry in their stroke that cognitive tension, that slow and interior construction, that logic of omission which animates the Christ of Lecco.
Even on the technical level, a crucial detail stands out: the left-handed stroke—a rare and distinctive trait—points more toward Leonardo himself than to any of his students.
The Christ of Lecco is, in this sense, a different mark: not a school exercise, but a challenge to the school. Its strength does not lie in attribution, but in absence. An absence that questions, reframes the very notion of authorship, and perhaps returns to us the trace of a graphic thought still in motion.
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这幅以红粉笔绘制、被称为《莱科的基督》的素描,呈现出一系列图形、形态与风格特征,在列奥纳多画坊中那些主要且为人熟知的学生或追随者身上,找不到真正的对应。面对这张悬置不定的面容——以近乎消散的笔触与一种**结构性的渐隐法(sfumato)**构建而成——一个不可回避的批判性问题随之浮现:谁没有画下它?
答案出人意料地清晰。
将该素描与弗朗切斯科·梅尔齐、萨莱、博尔特拉菲奥、卢伊尼、切萨雷·达·塞斯托、安德烈亚·索拉里奥、贾姆皮特里诺、乔瓦尼·阿戈斯蒂诺·达·洛迪、弗朗切斯科·那不勒塔诺、马尔科·多焦诺、马尔蒂诺·皮亚扎、贝尔纳迪诺·拉尼诺以及安布罗焦·德·普雷迪斯的绘画或图稿进行对照,会清楚地显现出深刻的风格与方法论差异。
梅尔齐在传递,却不在探索;
萨莱在装饰,却不在探究;
博尔特拉菲奥在理想化,却不在分解;
卢伊尼在修饰,却不在追问。
其余诸人——各以其方式——都在重复一种模式,将其封闭于完成的形式之中。
无人能在笔触中展现出那种认知性的张力、那种思维的缓慢,或那种以**“省略”来建构**的方式——而这些,正是《莱科的基督》的内在动力。
即便在技术层面,这种距离亦清晰可辨:左手书写的笔性——这一决定性的特征——使该素描更接近列奥纳多本人,而非其任何一位弟子。
因此,《莱科的基督》是一个“另一种符号”:
它并不属于某一画派,却检验并挑战着这一画派。
它的力量并不来自归属的断言,而来自一种缺席。
一种引人追问的缺席,迫使我们重新思考作者性这一概念本身,并或许向我们返还——
一条仍然鲜活的图像思维的痕迹。